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Foto di Flavio Monti
 

Dopo 42 anni una coppia di falco pescatore (Pandion haliaetus) ha di nuovo nidificato sul suolo italiano e  per farlo ha scelto l’Area Parco Regionale della Maremma, in un'area palustre vicino alla foce dell'Ombrone. Le uova di questo spettacolare rapace si erano schiuse per l'ultima volta, in natura, nel 1969, in nidi collocati sulle coste sarde e siciliane. In Toscana l'ultima nidificazione documentata è ancora più indietro nel tempo: 1929, isola di Montecristo.  

“Battezzati" i  due  piccoli di Falco pescatore:
 Nei giorni scorsi c’è stato il battesimo ufficiale e l’inanellamento, seguito dal dottor Andrea Sforzi (responsabile del progetto) dagli esperti dell’Infs e da una miriade di telecamere nascoste; operazioni compiute in prima persona dal presidente del Parco Giampiero Sammuri.
In circa mezz’ora i piccoli sono stati prelevati e riposti nel nido (grazie ad un braccio meccanico applicato ad un

mezzo anfibio), i pulli sono stati esaminati e pesati (sono in corso analisi genetiche). Si tratta probabilmente di un maschio e di una femmina e portano il nome, rispettivamente, di Gradelle e Maremma.
Presto saranno in grado di volare e, un po’ alla volta, di rendersi autonomi. Il padre è un maschio proveniente dalla Corsica, cresciuto ed involato qui, dai nidi artificiali, mentre la femmina è un esemplare non censito, nato e cresciuto in natura.
 
 
 
 
 
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